Photo by Maja Petric on Unsplash

Come ogni giorno sedevo sulla panchina accanto la vecchia fontana dell’acquedotto per meditare nel silenzioso caldo sole di mezzogiorno, quasi abbandonato dopo la camminata sul lungomare di ponente, quando si avvicinano due uomini arabi, un ragazzo e un’adulto, quest’ultimo anziano, sulla sessantina, dall’aspetto stanco, umile, ma portatore di una grande ed innata dignità.

Si tolgono la maglietta, logora e senza più colore, prendono dal vecchio zaino qualche altro indumento e lavano il tutto con grande calma e pazienza, quindi stendono il bucato con la perizia di una massaia d’altri tempi, a turno rinfrescano anche il loro corpo e finalmente si siedono sulla panchina accanto alla mia, in silenzio, anche loro nella meditazione.

Ad un certo momento il ragazzo apre una busta di plastica ed estrae un bellissimo grappolo di uva, di un colore tra il blu, il rosso ed il nero, la vendemmia sta per iniziare ed in questo periodo essa appare in tutta la sua maestosità, senza esitazione me lo porge come si fa tra amici, veri.

Abbiamo gustato insieme questo dono della natura e ho potuto conoscere la loro storia d’immigrati dalla Tunisia e soprattutto intuire la dignità e la straordinaria umanità di questi amici.

Si, amici, più veri di quanti pensiamo di averne nella nostra città natale…il razzismo, il terrorismo, l’epidemia

Questa è la nostra natura, la nostra essenza, la compassione, nel senso letterale del termine, la condivisione della passione, che perdiamo sin da piccoli, sin da quando ci educano alla paura e all’autorità.

Founder of The Ark Lab https://www.thearklab.net/

Founder of The Ark Lab https://www.thearklab.net/