ode alla stupidità dell’essere umano

T’immagino forte, ben radicato in una splendida, isolata montagna delle Dolomiti, tra il gelo e la chiarezza delle notti d’inverno, così, in pace con la tua solitudine e silenzio.

Poi arriva Lui, d’improvviso, in una splendida giornata di sole d’inizio novembre, con la sua sega elettrica non ci mette tanto tempo per sdradicarti dalla tua amata montagna.

Dicono che ora la tua vita è al massimo di un paio di mesi.

Ti sdraiano e ti legano in un vecchio camion e senza neanche degnarti di uno sguardo di compassione sei in autostrada per la Sua Capitale.

Ti imprigionano in una vasca di cemento e t’innalzano come un obelisco trofeo di guerra in Piazza Venezia, sei il simbolo del loro Natale…

E’ passato poco più di un mese, ti è rimasto poco, forse un altro mese, hai perso tutta la tua forza, la tua bellezza, la tua maestosità, vitalità, ora ridono anche di te, ti chiamano Spelacchio e ti paragonano impietosamente ai tuoi fratelli più giovani sparsi in tutte le piazze di Lui nel mondo, presto rideranno anche di loro.

Lui, ridendo, ha detto anche che tra poco finirai come legna da fuoco, com’è naturale che fosse, nemmeno una parola di compassione per te…

Eppure Lui combatte per difendere la natura, tua madre, lo chiamano cambiamento climatico…

Eppure Lui sta scoprendo che siamo fatti tutti della stessa sostanza, la chiamano fisica quantistica…

Eppure Lui sta scomprendo che respiri , che senti la vita proprio come fa Lui, lo chiamano contatto con la natura…

Eppure...

Founder of The Ark Lab https://www.thearklab.net/

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