Farneticazioni scritte come in un romanzo d’appendice di un piccolo giornale di provincia di fine ottocento.

“It is not a measure of health to be well adjusted in a profoundly sick society” (Jiddu Krishnamurti)

“Tu ne cede malis sed contra audentior ito” (Eneide, Virgilio )

Photo by George Pagan III on Unsplash

Prologo

Barletta, Città Stato, 22 Novembre 1963

l capitano, come lo chiamavano da ragazzo, aveva conquistato il suo nome per strada, non aveva mai comandato un esercito, era appena tornato a casa nella sua casetta che si affacciava sulla spiaggia dorata di ponente, non era né grande né lussuosa ma incredibilmente accogliente per un uomo solo e consumato dal tempo come lui.

La Grande Risata, come fu chiamata la rivoluzione culturale che avrebbe cambiato il mondo, iniziò nel lontano 2025, immediatamente dopo il Grande Crollo degli Stati Nazionali che seguì l’ultima crisi iniziata con la pandemia di Covid19, aveva anche cambiato i canoni dell’architettura , in effetti, eravamo tornati all’essenza, alla semplicità, a un perfetto equilibrio tra scienza e spiritualità, come era stato all’inizio dei tempi.

Le onde elettromagnetiche non disturbavano più, senza televisione, smart phone, wifi, IOT, la vita era tornata al calore umano, questo non significava che la tecnologia non servisse più, era stata semplicemente sostituita dall’essenza della rivoluzione del campo quantistico.

La villetta conteneva un enorme spazio aperto, vuoto e silenzioso, con al centro il grande divano e la enorme finestra a parete posata sulla rocciosa baia affacciata sul cristallino mare dell’Egeo, era una serata d’inverno fredda e limpida, senza luna, dalla grande finestra le stelle sembravano potersi toccare.

Il Capitano era stanco ma sereno, per la prima volta aveva officiato la cerimonia dell’ayahuaska nella sua città, che si era svolta nelle cantine del bellissimo castello federiciano e aveva suscitato grande meraviglia, d’altra parte pochi al mondo conoscevano l’epistemologia dell’ Uniscienza come lui.

Il Capitano era sempre stata un anima inquieta, la sua innata curiosità e un costante senso d’inesauribile insoddisfazione avevano consumato gran parte della sua vita in un’ impari competizione con se stesso, solo nell’ultimo periodo della sua vita aveva finalmente trovato la pace, sin dal suo primo incontro con Ivan, lo Shamano di Florianopolis.

Oggi era il suo compleanno e sebbene oggi la vita media avesse superato il secolo, la sua sembrava essere durata un solo attimo. Era nato cent’anni prima in un giorno molto particolare, il 22 novembre del 1963, lo stesso giorno in cui morivano tre personalità del secolo scorso , John Fritzgeral Kennedy, Aldous Xuley e C. S. Lewis , sapeva tutto di loro e gli piaceva accarezzare l’idea come la sua vita fosse stata influenzata da ognuno di loro, e forse era per questa sottile influenza, impercettibile, ma che sapeva certa dentro di se, che aveva dedicato gli ulimi trent’anni ad indagare, ossessivamente, senza respiro, i più profondi anfratti della sua anima.

Nella vita aveva fatto molte cose, aveva girato il mondo, tra alti e bassi, come in un infinita corsa sull’otto volante, era stato ingegnere meccanico in una grande industria, aveva portato internet nella sua città, era diventato gestore di un wine bar e venditore di vestiti usati in Estonia , si era chiuso in casa per due anni per studiare ossessivamente il grande filosofo ed economista austriacao Ludwig Von Mises durante la Grande Recessione del 2008, aveva cofondato un incubatore di startup ad alta tecnologia in Cile e Brasile per più di un decennio, era perfino stato il cuore della rivoluzione che avrebbe cambiato il mondo, la Grande Risata, come viene oggi chiamata, ma mai e poi mai avrebbe immaginato di finire come shamano in questa lontana isola greca oggi anch’essa Città Stato!

Non aveva figli il Capitano, era solo, aveva trovato la serenità solo da vecchio, nessuna donna era riuscito a rubargli il cuore perchè egli stesso non l’aveva mai conosciuto per davvero il suo cuore, con il tempo aveva compreso ed accettato che la ricerca della libertà aveva il prezzo di questa sua solitudine, la sua libertà era scritta irrimediabilmente nel suo destino.

Era quasi notte e mentre ordinava accuratamente i profumati rami d’olivo nel vecchio camino difronte alla grande finestra in questa notte senza luna sempre più nera, sorrise ancora, quasi beffardamente, ora che gli affiorava in mente il ricordo di come tutto cambiò improvvisamente in quel lontano marzo del 2020, l’anno del Covid19, quando ebbe la certezza che il Piano fosse arrivato all’ultimo atto.

Per almeno cinque lunghi anni il Capitano fu considerato un pazzo, per davvero e forse lo pensò anche lui, quella risata che non riusciva più a trattenere e che non finiva più fu, fu solo l’ultima goccia che fece traboccare un vaso che si era andato riempiendo da almeno trennt’anni, da quando iniziò a farsi quella domanda che nessuno osava fare.

Chi sei?

Aveva vissuto sulla sua pelle la follia e la parodia che aveva coperto il mondo per tutta la sua vita, non ne era inconsapevole, da ragazzo aveva avuto l’opportunità di leggere Renè Guènon, e poi la bolla dell’internet del 1999, le torri gemelle nel 2001, la crisi dei subprime nel 2008, la pandemia del Covid19, il Grande Collasso del 2025 e finalmente la Grande Risata…

E cosi quel sottile e beffardo sorriso si trasformò in un profondo brivido che gli attraversò tutta la schiena quando riaffiorarno, tutte insieme, indistintamente, le indicibili sofferenze che dovette subire per anni a causa del “ricovero” nel vecchio manicomio di correzione civica della vicina città di Bisceglie.

Tutto per un’irrefrenabile risata che non finìva più…

“Che ironia!”- pensò,

proprio quest’anno si era presentata la stessa pandemia, il Covid63, era incredibilmente simile a quella di quarant’anni prima, il Covid19, questa volta era stata portata da un pipistrello e non da un errore di laboratorio come accadde in Cina, cosi si chiamava quella vasta area dell’asia che sarebbe stata travolta come tutto il mondo dalla Grande Risata.

Anche se, in verità, questo era solo un dato che oggi non interessava più nessuno, un aggiornamento statistico della Unimedicina, la branca dell’ Uniscienza che si occupa solo di catalogare i curiosi movimenti dei nostri virus e batteri, innocui, nessuno infatti ricorda più le sofferenze e le tragiche conseguenze che la scomparsa medicina allopatica aveva comportato in passato e non solo nel turpe mercato delle malattia come il cancro o la depressione ma anche nelle lucrose e ricorrenti pandemia come quella che Covid19.

E come si può ricordare se oramai da più di trent’anni la stessa parola malattia non esiste più ?

La Uniscienza aveva posto fine alla ricerca scientifica “sperimentale”, quella del teorema di falsificazione di Karl Popper giusto per intenderci, e con questa alle nefaste conseguenze del materialismo cosi come si era sviluppato da Newton in poi fino alla Grande Risata.

Oggi la scienza “materialista” era diventata semplicemente inutile, semplicemente non c’era più niente da scoprire, la rivoluzione della fisica quantistica, piano piano, si era fatta strada fino a toccare e ad unirsi all’essenza della nostra anima, la compassione e l’amore.

Avevamo finalmente provato, anche scientificamente, di essere una sola cosa.

Erano più di vent’anni oramai che non si era più registrato alcun caso di malattia, la Uniscienza aveva messo fine alle sofferenze sia fisiche che psicologiche del disequilibrio tra mente e cuore.

Non c’era più una sola città stato al mondo che avesse ancora un ospedale in funzione! Quei pochi rimasti erano stati ristrutturati solo per essere adattati a museo come monito della follia umana, cosi come era stato fatto per le carceri e gli stadi, non c’era più violenza e competizione ma solo cooperazione e condivisione.

“Barletta” pensà alla sua città, quanto era diventata bella la sua città !

Irriconoscibile da quella decadente, caotica, sporca, di quel lontano 2020, quasi non si credeva fosse la stessa città!

Oggi Barletta è una delle Città Stato più belle e più ricche del mondo, con un reddito procapite superiore addirittura ai 20 bitcoin all’anno!

“Ah! I bitcoin!”- sorrise

Chi avrebbe creduto che sarebbe diventata l’unica moneta in un armonioso scambio tra tutte le Città Stato del mondo!

Chi avrebbe creduto che nazioni e passaporti sarebbero scomparsi in cosi pochi anni!

E chi avrebbe potuto solo immaginare che il mondo sarebbe diventato una costellazione di Città Stato , ce n’erano più di centocinquantamila tra i cinque continenti del mondo, senza più guerre, governi, burocrazia, politica, eserciti, banche centrali e come invece tutto fosse regolato dal basso, dallo scambio di uomini liberi ed indipendenti!

Continuava a sorridere tra sè il Capitano, com’era potuto accadere tutto questo in solo trent’anni ?

Eppure questi pensieri gli suscitavano ancora un profondo senso di sorpresa, il contrasto con il suo lungo passato era ancora presente, vivo, e cosi, come ogni sera, si accese la sua pipa di marijuana che coltivava gelosamente nel suo piccolo giardino insieme alle altre piante medicinali di cui era oramai diventato un grande conoscitore, si versò ancora una piccola dose di ayauaska nel suo piccolo bicchiere di legno, regalo di Ivan, appoggiò la puntina del suo vecchio giradischi sul disco in vinile e lentamente parti in sottofondo la musica , sprofondò sul comodo divano e mentre si lasciava ipnotizzare dal brillante fuoco che schioppettava dal camino, chiuse gli occhi e piano piano i suoi ricordi si fecero più vivi, Barletta al tempo del Covid19 diventava reale, come se fosse oggi…(continua)

Founder of The Ark Lab https://www.thearklab.net/

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