Il fallimento della mia internet company, farsa e tragedia del nostro Paese

Renaca, Vina del Mar, Chile 5 Ottobre 2014

Renaca, Vina del Mar, Chile 5 Ottobre 2014

Pochi giorni fa il mio avvocato mi ha comunicato che la sentenza d’appello che mi assolve dal reato di bancarotta fraudolenta per dissipazione del patrimonio sociale è irrevocabile.

Sono passati dodici anni e solo oggi sono diventato per la legge un uomo libero, dodici dal fallimento della bid.it! Spa, una delle prime internet company in italia (si, con la i minuscola), società che avevo contribuito a fondare nel 1994 nella mia città, Barletta

Nel 2001, dopo un’incredibole serie di vicissitudini, era diventata una delle più importanti internet company del mio Paese, con quasi cento “ingegneri” informatici, nel corso di tutti questi anni, oltre ad un know how di eccezionale qualità, aveva creato uno dei primi siti di aste online in Italia ed in Europa e anticipato di molti anni sviluppi tecnologici come il wireless e i gruppi d’acquisto, Barletta avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare una Silicon Valley

Poi arrivò la bolla e due importanti banche entrarono nel capitale annunciando di credere nello sviluppo del territorio : la Banca Popolare di Bari e la Monte dei Paschi di Siena con la sua Banca 121.

Ricordo ancora le parole di entusiamo e di “amore” per il loro terrtorio da parte dei rispettivi “Presidenti” , Jacobini e De Bustis (allora CEO di Banca 121 e oggi della Banca Poplare di Bari!), in occasione del loro ingresso nella bid.it!

Il loro entusiasmo incoraggiò tutti quanti noi, con simili soci avremmo fatto della Puglia uno dei centri di sviluppo dell’internet e non solo in italia !

Si decise cosi di iniziare il percorso di quotazione in borsa al Nuovo Mercato

Nel 2002 la società fu costretta a chiedere l’autofallimento per l’ingente debito contratto soprattutto per le spese pubblicitarie finalizzate alla quotazione in borsa, le due banche, oltre a non aver dato nessun contributo commerciale come promesso, non vollero tanto meno proseguire nel percorso di finanziamento accordato al momento del loro investimento

Comunicato stampa ingresso Banca 121

Comunicato stampa ingresso Banca Popolare di Bari

Il tribunale di Trani mi condannava il 10 Luglio del 2007 a 4 anni di reclusione per dissipazione del patrimonio sociale dove , si scrive nella sentenza di primo grado :

Il fallimento del progetto bid.it!,e la dissipazione di patrimonio aziendale ad esso connessa, quantificabile nel suddetto importo di £. 5.130.000.000, discendono cosi non già da un mero e riscontrabile errore di valutazione ma, al contrario, da una preordinata e sistematica omissione nella presa d’atto delle reali istanze di mercato perfettamente note all’organo amministrativo, peraltro composto da persone tutte in possesso di elevate conoscenze professionali

In estrema sintesi il tribunale di Trani mi condanna a quattro anni di reclusione per non aver avuto i “poteri divinatori” di prevedere lo scoppio della prima bolla dell’internet ma aver invece continuato a credere alla mia impresa e soprattutto allo sviluppo dell’internet e, non secondario, alle promesse dei miei soci (oltre ad essere stato costretto a depauperare invano un ingente patrimonio personale per mantenere, da solo, la continuità aziendale), in primis le due grandi istituzioni bancarie socie, entrate, con grandi enfasi ed annunci pubblici, per contribuire a sviluppare l’economia del loro territorio!

I due componenti delle banche nel C.d.A furono gli unici ad essere assolti da ogni imputazione dal Tribunale di Trani!

Il 2 Maggio del 2013 il tribunate di appello di Bari mi ha assolto con sentenza irrevocabile da ogni imputazione perchè il fatto non sussiste

La mia fortuna è stata nell’aver incotrato un galantuomo come giudice di appello, il dottor Giorgio Pica, coadiuvato dai giudici Tarantino e Liuni, che, oltre ad essere competente, si è “letto le carte” con grande attenzione e competenza, senza di lui questa sarebbe stata un altra delle troppo numerose storie “ingiuste” della giustizia del nostro Paese e le motivazioni della sentenza mi hanno letteralmente impressionato per la lucidità e la profondità della comprensione della verità

Il giudice d’appello scrive nella sentenza ( pag. 27) :

La crisi della Bid.it! è invece da ascrivere , oltre che alle difficoltà proprie di una start-up, nascente nel periodo critico della crisi di crescita del sistema dell’ecommerce del 2000, ed anche in concomitanza con il riallineamento economico derivato dal passaggio alla moneta unica, altresì al venir meno di apporti economici che erano stati in precedenza prospettati e promessi alla società dai soci bancari (la banca 121 e la banca popolare di Bari), e da altri aspitaranti soci, e sui quali la dirigenza faceva legittimo affidamento ai fini della crescita della stessa

Inoltre la Banca 121 costituì una società parallela alla bid.it! Spa dove uno stesso esponente del cda, la sig.ra Luigia Tauro, copriva lo stesso incarico in evidente e palese conflitto d’interessi

scrive il giudice d’appello (pag.28)

Il consulente della curatela fallimentare, dr. Zingaro, pone però in luce nella sua relazione (p.10) il comportamento chiaramente contraddittorio, e assai poco limpido, del cons. Tauro, presente nel c.d.a della Bid.it! quale rappresentante della banca 121 :

“Riguardo il consigliere Tauro, rappresentante in C.d.A. del socio Banca 121, si rileva che pochi giorni prima di quest’ultima riunione del C.d.A. della Bid.it! Spa, il primo marzo 2001, la Banca aveva fondato, insieme ad altri soci, la 4Sale Italia Spa che aveva ad oggetto “…la prestazione di tutti tutti i servizi ed attività disponibili sulle reti telematiche e/o informatiche, incluse la rete Internet…” ed aveva indicato come rappresentante nel C.d.A di quest’ultima società la stessa dott.ssa Tauro; in particolare, nella riunione del C.d.A. della 4Sale Italia Spa del 10/04/01 si deliberava di costituire un Joint Team (gruppo comune), presieduto dai sigg.ri Alan Pupkin e Luigia Tauro, e si sosteneva “…che data l’evoluzione del mercato delle aste on line e dei relativi servizi per le aziende, nella stesura del piano operativo verrà accelerato l’adeguamento della piattaforma tecnologica…”

Quindi il consigliere Tauro, mentr nelle riunioni del C.d.A. della bid.it! Spa metteva in dubbio apertamente la linea strategica perseguita dichiarando che “…E’ possibile che il mercato non sia ancora pronto per le aste on line” (19/03/01), contemporaneamente sedeva nel C.d.A e nel team operativo di una nuova internet company operante nello stesso settore di Internet ed in particolare delle aste online!

Nella sentenza è stato anche disposto di trasmettere copia degli atti relativamente a Tauro Luigia al PM presso il tribunale di Trani e di Siena per le determinazioni di competenza

Addirittura in un’articolo apparso il 5 Marzo del 2001 in una testata israeliana si legge della costituzione della 4Sale Italia Spa con un investimento iniziale da parte dela Banca 121 di 5 milioni di euro! Leggi l’articolo

Credo molto poco alla possibilità che la legge faccia per intero il suo corso ed accerti le gravissime responsabilità della sig.ra Tauro e della Banca Monte dei Paschi di Siena

Sono passati circa dodici anni dal fallimento della bid.it! e la considerazione più amara, non è tanto il fatto di aver vissuto questo lunghissimo tempo con tale marchio d’infamia, bensì di aver visto distruggere, dall’ignoranza, corruttela e vera e propria stupidità delle stesse istituzioni del mio territorio, un incredibile opportunità di sviluppo e di crescita della terra che amo, dove sono nato e cresciuto

Forse è per questo motivo che oggi sono in Cile a costruire imprenditori e start up con Exosphere

Per chi fosse interessato a saperne di più consiglio vivamente di leggere per intero le motivazioni della sentenza di appello, a mio avviso, uno spaccato crudo e straordinario dei mali del nostro Paese (clicca per leggere la sentenza di appello)

La sentenza di appello

Chi, invece, fosse interessato a leggere la vera storia della bid.it!, di seguito si può scaricare la mia relazione al curatore fallimentare, anch’esso uno spaccato altrettanto crudo e straordinario della nostra società, storia, che, dopo dodici anni, è stata accertata e dichiarata come verità irrefutabile dal tribunale di appello di Bari

La relazione al curatore fallimentare

Aiutami a denunciare e a portare Exosphere nel Sud Italia !

Ma oggi ho un grandissimo alleato : internet, proprio la rete di comunicazione che ho contribuito a diffondere nel mio Paese nel lontano 1994 (alll’epoca molti mi consideravano pazzo per aver lasciato la Fiat per dedicarmi a questi stupidi “videogiochi” per bambini !)

Infatti oggi internet sembra ricordarsi di me e volermi ricambiare il favore aiutandomi a mantenere viva questa vicenda

Se fosse stato per la stampa o per la cosiddetta opinione pubblica, la mia vicenda sarebbe già dimenticata, sepolta, e non dimentico il titolo a quattro colonne sulle pagine locali del Corriere della Sera, diceva solo “Manno condannato a 4 anni di reclusione”, ovviamente neanche un cenno sulla mia assoluzione!

Founder of The Ark Lab https://www.thearklab.net/

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